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Le Marche: I BORGHI PIU' BELLI D'ITALIA

I "Borghi più belli d’Italia” è un club che raccoglie piccoli centri italiani di spiccato interesse artistico e storico. Nato nel marzo 2001, su iniziativa dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, il club opera con l’intento di salvaguardare, conservare e rivitalizzare piccoli nuclei, siano essi comuni o singole frazioni, ai quali si riconosce grande valore pur trovandosi al di fuori dei principali circuiti turistici. I  requisiti richiesti sono: integrità del tessuto urbano, armonia architettonica, vivibilità del borgo, qualità storico-artistica del patrimonio edilizio pubblico e privato, servizi al cittadino

Il club organizza, all’interno dei borghi, numerosi eventi come festival, mostre, fiere, conferenze e concerti per valorizzare e promuovere il patrimonio artistico, culturale, storico e le eccellenze enogastronomiche. 
Durante le manifestazioni gli stessi abitanti dei borghi, le associazioni, le scuole e gli artisti locali vengono coinvolti. 
Fanno parte dell’Associazione “I Borghi più belli d’Italia” 19 centri marchigiani: Cingoli, Corinaldo, Gradara, Grottammare, Matelica, Mondavio, Mondolfo, Montecassiano, Montecosaro, Montefabbri, Montefiore dell’Aso, Montelupone, Moresco, Offagna, Offida, San Ginesio, Sarnano, Treia e Visso. Genga (AN) 
Le Marche inoltre si fregiano anche del marchio Bandiera Arancione, è un marchio di qualità turistico-ambientale conferito dal Touring Club Italiano ai piccoli comuni dell’entroterra che si distinguono per un’offerta di eccellenza e un’accoglienza di qualità. Ai fini dell’ottenimento del marchio, i comuni devono rispondere ad alcuni criteri: tutela del patrimonio culturale ed ambientale, cultura dell’ospitalità, qualità della ricettività, della ristorazione e dei prodotti tipici, disponibilità e fruizione delle informazioni. 
La Bandiera Arancione intende favorire una crescita sociale ed economica attraverso lo sviluppo sostenibile del turismo. Tra gli obiettivi figurano: la valorizzazione delle risorse locali, lo sviluppo della cultura dell’accoglienza, il rafforzamento dell’identità locale e lo stimolo alle produzioni tipiche e all’artigianato. 
I comuni che hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento sono: Acquaviva Picena, Camerino, Corinaldo, Genga, Gradara, Mercatello sul Metauro, Mondavio, Montecassiano, Montelupone, Monterubbiano, Offagna, Ostra, Pievebovigliana, Ripatransone, San Ginesio, Sarnano, Staffolo, Urbisaglia, Visso. 

CINGOLI
Posta al centro geografico delle Marche, sulla sommità del Monte Circe, Cingoli offre una vista a 360° sul panorama collinare della regione, con lo sfondo degli Appennini da un lato e dall’altro dell’Adriatico e del Monte Conero, tanto da meritarsi l’epiteto di “balcone delle Marche”. 
In origine municipium romano, Cingoli diede i natali al generale Tito Labieno e, in epoca più vicina a noi, a Papa Pio VIII. 
Il centro si caratterizza per il susseguirsi di palazzi nobiliari dai colori caldi degli intonaci e dai portali rinascimentali. La visita alla città è piacevole e immersa in un’atmosfera di calma atemporalità grazie alla quasi totale chiusura del centro alla circolazione automobilistica. 
Numerose sono le chiese da visitare: la Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, la Chiesa di San Filippo Neri, la Chiesa di San Niccolò e la Chiesa di San Domenico, all’interno della quale è esposta la grande tela della Madonna del Ro- sario di Lorenzo Lotto. 
Fra gli edifici civili si segnalano: il Palazzo Municipale, il Palazzo Conti, il Palazzo Puccetti e il Palazzo Castiglioni, nel quale nacque il papa Pio VIII. 
Il territorio comunale di Cingoli è molto esteso e molto ben preservato: è possibile compiere escursioni naturalistiche negli ampi boschi, alle pendici del Monte San Vicino e presso il Lago di Castreccioni. 


CORINALDO
Arroccato in posizione strategica tra la marca di Ancona e lo Stato di Urbino, il borgo di Corinaldo conserva la sua cinta muraria quattrocentesca praticamente intatta. 
È costituita da un muro possente, intervallato da porte, baluardi poligonali, torri di varia forma e bastioni, di cui uno, merlato e dalla forma affilatissima, è attribuito a Francesco di Giorgio Martini; la fortificazione resistette ad un durissimo assedio da parte del duca Francesco Maria della Rovere. Il circuito delle mura, lungo più di 900 metri, merita assolutamente una passeggiata che si può percorrere all’ombra di un filare di tigli  che circondano il perimetro del nucleo storico. All’interno esiste una precedente cinta muraria, risalente al 1367. 
Il centro del borgo, dal carattere tipicamente medievale, è un susseguirsi di vie strette e abitazioni in laterizio; lo scorcio più caratteristico è la Piaggia, detta anche le Cento Scale, che sale dritta fino alla Piazza del Terreno, sulla sommità del colle. 
A Corinaldo visse ed operò nel ‘600 il pittore veneto Claudio Ridolfi, cui è dedicata la Civica Raccolta d’arte, che contiene anche opere di Ercole Ramazzani e Domenico Peruzzini. La città diede i natali a Santa Maria Goretti, della quale si possono visitare la casa e il santuario a lei dedicato. 
In località Santa Maria del Piano la omonima chiesa, oggetto di campagne di scavi, restituisce un percorso espositivo sull’antico insediamento medievale. 


OSTRA
Posta lungo il bacino del fiume Misa, Ostra fino al 1881 era chiamata Montalboddo e, secondo la tradizione, venne fondata dagli esuli della città romana di Ostra distrutta dalle invasioni dei Goti. 
La città è circondata dalla cinta muraria medievale intervallata da torrioni a pianta quadrata, nove dei quali tutt’ora esistenti. La piazza centrale, piazza dei Martiri, dominata dal neoclassico Palazzo Comunale e dal lussuoso Teatro La Vittoria del 1865, è il cardine che unisce le due parti dell’abitato antico: Ostra alta, dov’era la Rocca, con vie anulari e tortuose, tipicamente medievali, e Ostra bassa, o della Piana, con vie simmetriche e regolari, segno di un intervento preordinato attorno all’Abbazia di Santa Croce e attuato fra il 1280 e il 1350. Sempre in posizione centrale è da visitare la Chiesa di San Francesco, ornata da affreschi di Filippo Bellini e svariate tele di Ercole Ramazzani. 
Poco lontano dal centro sorge il Santuario della Madonna della Rosa risalente al 1754, che custodisce all’interno l’edicola miracolosa del XVII sec. dedicata alla Madonna. 
La tradizione vuole infatti che, nel 1666, un giglio posto da una fanciulla di fronte all’immagine della Madonna restò fresco e profumato per diversi mesi, come fosse stato appena colto. La facciata ed il campanile vennero edificati nel XIX secolo. 
Ancora oggi il santuario è meta di numerosi pellegrinaggi e rappresenta uno dei principali santuari mariani della regione. 
Ad Ostra si possono gustare tante delizie enogastronomiche della regione, come la Lacrima di Morro d’Alba, il Verdicchio, e l’olio extravergine di oliva ricavato dalla “raggia”, pregiata varietà olivicola della zona. 

VISSO

Nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, di cui ospita la sede, Visso è un incantevole centro montano che vanta un passato ricco di storia: il centro storico stupisce per il susseguirsi di imponenti mura, torri, case e balconcini medievali, palazzi gentilizi rinascimentali, portali in pietra scolpiti con stemmi di famiglia e motti latini. Tutti gli elementi contribuiscono a creare un insieme di armonia e grazia. 

Lo scorcio più rappresentativo e cuore del borgo è costituito dalla piazza dei Martiri Vissani, luminosa e armonica, delimitata da eleganti palazzi quattro-cinquecenteschi e caratterizzata dalla bellissima facciata della Collegiata di Santa Maria, dei secoli XII-XIV, nel cui interno sono conservate preziose opere d’arte medievali, e dalla Chiesa di Sant’Agostino. In quest’ultima, ormai sconsacrata, è ospitato il Museo Civico, che conserva dipinti di notevole interesse e un gruppo di manoscritti leopardiani. 

Altri edifici di pregio sono il Battistero trecentesco, il Palazzo dei Priori quello dei Governatori e il Palazzo del Divino Amore. 

A 9 km dal centro, in una posizione suggestiva, isolata tra i pascoli appenninici, sorge il Santuario di Macereto, dalle forme bramantesche, eretto nella prima metà del XVI secolo. 

La visita a Visso non può prescindere dall’esplorazione delle delizie gastronomiche del paese: il centro appenninico eccelle infatti nella lavorazione dei formaggi e dei salumi, fra i quali l’eccellenza è sicuramente il ciauscolo, un salame spalmabile costituito da un impasto di carne di maiale. 



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